Breve corso di scrittura critica (12): storia di un’anima

Ricordate che quando scrivete un testo critico state comunicando dei concetti, non raccontando la vostra storia personale. Pensate sempre che chi vi legge può esclamare dopo ogni vostro periodo: “ e chi se ne frega!”. 

Quindi evitate di ricordare la vostra infanzia e i vostri turbamenti culturali di fronte a un certo libro o a un certo autore. Insomma, non scoprite il vostro privato: evitate l’autobiografia, l’amarcord e lo sfogo psicanalitico. Non preoccupatevi: la vostra personalità emergerà comunque dalle vostre parole. 

La regola, come tutte le regole, ovviamente ha delle eccezioni. Qualche concessione autobiografica e’ permessa ai più anziani – direi over settanta- che attraverso i loro ricordi possono illuminare qualche aspetto della storia passata. E a pochi altri che in alcuni momenti particolarmente felici sanno trasformare la critica in un racconto. 

Considerando però che sovente anche questi grandi affabulatori falliscono, precipitando nel patetico, e’ bene che un principiante , come immagino sia chi sta leggendo queste note, se ne astenga. (LPP)