Breve corso di scrittura critica (33): piuttosto che

Nella lingua trionfa l’uso. Motivo per il quale ci dovremmo assuefare a parole o modi di dire un tempo giudicati scorretti quali “a me mi”, “l’occhiale”, “il pantalone”. Pazienza, una volta abituati non ci faremo più caso: la volgarità diventerà il volgare. Sarà più difficile accettare l’uso di  “piuttosto che” al posto di “oppure” o della congiunzione “e”, per il semplice motivo che così facendo si genera confusione di significato.  

Se dite infatti “mangerò del pane piuttosto che dei biscotti” significa che mangerete il pane invece che dei biscotti e non che mangerete sia il pane che i biscotti, oppure che mangerete o il pane o i biscotti.

 

L’avverbio “piuttosto” deriva infatti da più tosto, cioè più velocemente. Prima, quindi. Il pane prima dei biscotti ( prima come preferenza, non come ordine cronologico).

 

Trattandosi di una scelta tra due termini, è bene non mettere mai più di un piuttosto. Per restare nell’esempio: non dite  “mangerò del pane, piuttosto che dei biscotti, piuttosto che delle paste”.

 

Conclusione: non dite nemmeno che “l’ordine architettonico si applica ai templi piuttosto che ai monumenti piuttosto che alle costruzioni pubbliche” perché, oltre ad essere sbagliato in italiano, non è vero, ma  piuttosto che “l’ordine architettonico si applica ai templi, ai monumenti e alle costruzioni pubbliche”.