Breve corso di scrittura critica (17): immagini

Una buona immagine vale molte parole. Come in un articolo in cui Claudio Magris parlava del bisogno di eternità che trapelava dall’ideologia nazista e dal fatto che, poi, il Terzo Reich durò poco più di dieci anni, il tempo di vita di uno scaldabagno. O come in un articolo in cui Indro Montanelli raccontava di quando il presidente Luigi Einaudi lo invitò a pranzo e, arrivati alla frutta, gli propose, per non sprecarla, di dividere una mela.  Occorre però attenzione. Una cattiva immagine- perché logora, abusata, gonfia, falsa o infelice- ottiene il risultato opposto: fa precipitare il testo nella banalità o nella retorica.