Breve corso di scrittura critica (24): retorica o sospetto

Possiamo ipotizzare che esistano due categorie di scrittori di cose architettoniche: quelli che creano le mitologie e quelli che le mettono in discussione.

I primi cercano di dimostrare che le opere del tale progettista rispondono ai bisogni di un’epoca, ne sono la sintesi. Il più bravo fu certamente Giedion. Ma anche al di fuori dell’empireo giedioniano se ne trovano tanti che, senza ricorrere alla teoria dello spazio-tempo, costruiscono piacevoli storie o concept per aiutare un progettista nell’ opera di promozione. Tra questi  i peggiori di tutti sono gli architetti quando scrivono su se stessi ( ci sono ovviamente anche eccezioni: per esempio Koolhaas).

Alla seconda categoria appartengono coloro che non si bevono tutto ma cercano di capire quanto è vero e quanto invece appartiene alla propaganda . Il difetto di un tale approccio critico è che si può cadere in una retorica di senso opposto dominata dall’ideologia del sospetto e dal continuo processo alle intenzioni.